Le principesse bulgare di carne
Agli italiani, abituati al cornetto e cappuccino, una fetta di pane ricoperta di carne macinata e passata sotto il grill alle otto del mattino può sembrare un piccolo attentato alla diplomazia europea.
In Bulgaria, invece, è semplicemente colazione.
Le chiamavamo принцеси с кайма: principesse con la carne. Un nome elegantissimo per una cosa molto semplice, quasi domestica fino alla commozione. Pane, carne trita, uovo, fieno greco, santoreggia, pepe, paprika dolce e cumino. Si spalma tutto generosamente, poi sotto il grill finché la carne cuoce, il pane diventa croccante e la cucina comincia a profumare di infanzia.
Mi ricordano la casa dei miei nonni, le mattine in cui la colazione non era qualcosa da prendere distrattamente uscendo, ma un modo per iniziare la giornata insieme. C’era il calore della cucina, qualcuno che preparava da mangiare, il rumore delle stoviglie… e naturalmente anche l’ansia di dover andare a scuola. Perché l’infanzia è così: una principessa calda nel piatto e una tragedia imminente nello zaino.
Erano colazioni pesanti, sì. Ma anche rassicuranti. Ti dicevano che, qualsiasi cosa ti aspettasse fuori, prima avresti mangiato qualcosa di buono preparato da qualcuno che ti voleva bene.
Oggi le rifaccio nello stesso modo: impasto, spalmo, grill. Niente impiattamenti concettuali, niente schiume, niente principesse sul pisello.
Solo principesse sulla fetta di pane. E, improvvisamente, casa.
Principesse bulgare